FONDAZIONE VERONESI PER L’AUMENTO DELLE ACCISE SU SIGARETTE, TABACCO SCIOLTO E RISCALDATO

PETIZIONE ai Presidenti di Senato e Camera, ai sensi dell’articolo 50 della Carta Costituzionale

Noi sottoscritti chiediamo al Parlamento italiano:

un aumento significativo del prezzo dei pacchetti di sigarette, del tabacco sciolto, dei dispositivi a tabacco riscaldato, attraverso l’incremento delle accise, eliminando differenze significative di prezzo tra i diversi tipi di tabacco;

che parte dei ricavi derivanti dall’aumento sia destinato:

al sostegno di programmi di prevenzione primaria e di disassuefazione da fumo, nell’ambito del SSN;
alla rimborsabilità di farmaci e trattamenti per la disassuefazione attualmente a carico dei pazienti;
a programmi di prevenzione secondaria per la diagnosi precoce delle malattie fumo correlate;
ad attività di ricerca indipendente sul fumo e i suoi effetti.

Tenuto conto che

in Italia un aumento del prezzo del 10% comporta una diminuzione dei consumi del 4%, un aumento dell’accisa di un euro a pacchetto, che farebbe aumentare il prezzo di 1,39 euro, avrebbe due importanti conseguenze: si venderebbero 360 milioni di pacchetti di sigarette in meno e nelle casse dello stato entrerebbero 2,2 miliardi di euro in più.

L’aumento della tassazione, riduce le vendite e i consumi migliorando la salute e il benessere della società

Può bastare? No!
Il cambiamento auspicabile in base alle evidenze attuali è un’accisa che porti il costo medio di un pacchetto a 10€ (come già accade in Francia, ad esempio), che farebbe ridurre di oltre 800 milioni i pacchetti venduti e aumentare le entrate fiscali di 5,4 miliardi di euro.

Prevenzione del tabagismo senza finanziamenti

Al momento non vi sono evidenze che indichino un supporto, neanche minimo, al settore sanitario da parte dei fondi provenienti dalle accise del tabacco.
Non vengono stanziati fondi a livello nazionale per la cura e la prevenzione delle malattie fumo correlate e si registra una grave carenza di:
• formazione e strutture per la prevenzione secondaria e il controllo del tabagismo;
• risorse per sostenere la ricerca indipendente.
Si attribuiscono al fumo di tabacco oltre 93.000 morti l’anno, con oltre il 25% dei decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età e più di 26 miliardi di euro tra costi diretti e indiretti.
il numero di giovani che fumano resta alto, ragazzi che rischiano di restare dipendenti dalla nicotina a lungo termine, con alti costi umani, sociali ed economici.

Sia le istituzioni economiche internazionali che quelle sanitarie sostengono l’aumento della tassazione sui tabacchi

Secondo la Banca Mondiale la più importante strategia da adottare in un programma governativo di controllo del tabagismo riguarda l’aumento del prezzo tramite aumenti della tassazione sulle sigarette e altri prodotti di tabacco.
Nella Convenzione Quadro sul Controllo del Tabagismo dell’Organizzazione Mondiale della Salute si raccomanda l’aumento della tassazione dei prezzi come strumento per ridurre la domanda di tabacco.
In Australia ed Oceania il pacchetto di sigarette più economico costa 29 dollari australiani (circa 18 euro), quello più costoso sfiora i 50 (circa 30 euro). La Francia nel 2020 ha elevato il prezzo medio di un pacchetto a 10 euro, in Norvegia è 13,90 euro, in Regno Unito 10,50 euro e in Irlanda 13 euro.

FIRMATARI

Paolo Veronesi, Presidente Fondazione Umberto Veronesi
Comitato scientifico contro il fumo di Fondazione Umberto Veronesi
Elisabetta Munarini
Giovanni Fattore
Giulia Veronesi
Licia Siracusano
Roberto Boffi
Sabrina Molinaro
Silvano Gallus
Stefano Centanni

Per contatti

Annamaria Parola
Responsabile relazioni istituzionali e progetti internazionali
347 48 39 162
annamaria.parola@fondazioneveronesi.it
Fondazione Umberto Veronesi
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